Il difficile percorso di integrazione della Moldavia nell’Unione europea ha ottenuto una nuova conferma: con il 50,2% dei voti, il Partito di azione e solidarietà (Pas) della presidente filoeuropea Maia Sandu ha vinto le elezioni parlamentari del 28 settembre. Il Blocco elettorale patriottico di opposizione si è fermato al 24,2% delle preferenze. Queste votazioni sono state segnate da forti accuse di ingerenza russa, con Chisinau che critica Mosca per aver cercato di influenzare l’esito del voto in ogni modo. Anche e soprattutto con l’uso dell’intelligenza artificiale (AI).La guerra ibrida che sfrutta l’AIDa tempo le autorità moldave sostengono che la Russia stia conducendo una guerra ibrida per ostacolare il processo di adesione all’Ue di questo piccolo paese, ex repubblica sovietica, stretto tra l’Ucraina e la Romania. Non solo finanziamenti illeciti ai partiti filorussi, ma anche fake news e campagne di disinformazione condotte attraverso un ampio uso dell’intelligenza artificiale.“È in corso una guerra dell’informazione", ha dichiarato a Wired la presidente della Commissione elettorale centrale della Moldavia, Angelica Caraman poche ore dopo la chiusura dei seggi. "Oltre alla diffusa disinformazione che raggiunge la popolazione russofona del nostro paese, abbiamo riscontrato tentativi di corruzione, trasporto organizzato di elettori condotti ai seggi per votare presumibilmente dietro la promessa di una ricompensa, e diversi cyber-attacchi, effettuati anche durante la giornata delle votazioni”.Secondo alcuni osservatori, la “guerra informatica” per il controllo della Moldavia – divisa tra l’avvicinamento all’Unione europea e il possibile ritorno sotto la sfera di influenza russa – è entrata in una nuova fase grazie all’ampio uso dell’AI fatto dalla Russia. Siti web falsi che imitano autorevoli testate occidentali, bot di intelligenza artificiale usati per inondare la rete di commenti critici contro il partito al governo filoeuropeo, engagement farm situate in Africa (dove la Russia ha una presenza importante) che producono e diffondono contenuti di propaganda finalizzati a generare engagement, ovvero interazione tra gli utenti.Fake news diffuse da testate giornalistiche altrettanto fake. Solo le “engagement farm”“Circolano molte fake news su internet, le ho viste anch’io. E un sacco di gente ci crede, soprattutto chi vive nei villaggi”, ha commentato a Alina, una ragazza appena uscita da un seggio elettorale nel centro di Chisinau. Insieme a un’amica, si scatta un selfie con l’adesivo delle votazioni e aggiunge: “Ho visto anche un video girato in una chiesa dove un prete distribuiva dei volantini di propaganda”.Reset Tech, un’organizzazione senza scopo di lucro che monitora le minacce digitali alla democrazia, ha condotto un’indagine su una piattaforma in lingua inglese generata dall’AI, Restmedia, che si presenta come una piattaforma volta “ad affrontare le questioni cruciali che plasmano il futuro dell'Europa: l'erosione della libertà di parola, l'interferenza nei processi elettorali e la soppressione dei valori democratici”.Pur presentandosi come una piattaforma credibile di giornalismo investigativo, secondo un report di Reset Tech ripreso anche dall’Associated Press, tutti i contenuti di questa testata sarebbero stati generati con strumenti di intelligenza artificiale. Come scrive AP, “circa un quarto del materiale riguarda la Moldavia” e viene “tradotto e amplificato da siti web in altre lingue dell’UE. Pubblica propaganda allineata al Cremlino” contro la presidente Maia Sandu, il suo partito filoeuropeo Pas e l’Unione europea.Secondo il report, Restmedia pagherebbe delle engagement farm in Africa per promuovere un certo tipo di narrazione attraverso account verificati su X in uno schema di “amplificazione a pagamento”. E stando agli analisti, gli indirizzi IP e i metadati dei siti web rivelerebbero “chiari legami tecnici con la Russia”.“Abbiamo imparato a riconoscere le impronte dei servizi segreti russi in diversi paesi, e li abbiamo visti particolarmente attivi in Moldavia – ha dichiarato Ben Scott, direttore di Reset Tech. "Non siamo davanti a uno schema particolarmente sofisticato, quello che sorprende è che si tratta di una rete molto estesa”.Il ruolo di TikTokMosca nega ogni accusa di ingerenza, anzi punta il dito contro le autorità moldave, colpevoli – secondo il Cremlino – di aver estromesso dalla corsa elettorale diversi partiti di opposizione, bannati per presunti finanziamenti illeciti.“Abbiamo le prove che Telegram sia stato utilizzato per mettere in piedi una rete di corruzione e compravendita di voti. Abbiamo imparato diverse lezioni dagli attacchi informatici russi: serve uno sforzo comune per contrastare la disinformazione di Mosca e costruire insieme ai paesi europei delle soluzioni”, ha dichiarato la presidente Sandu in conferenza stampa.In una nota, Google ha fatto sapere di aver chiuso da giugno 2024 oltre mille canali YouTube, in vista delle elezioni parlamentari della Moldavia: canali che facevano parte di un’operazione coordinata volta a influenzare l’esito del voto in questo paese.Tra queste azioni mirate, ci sarebbe anche quella denunciata dall’Expert Forum, un think tank rumeno che monitora le elezioni in Moldavia. In questo caso gli analisti hanno individuato 100 account falsi su TikTok, capaci di raccogliere complessivamente 13,9 milioni di visualizzazioni nell’ambito di una campagna basata su “paura e risentimento”, rivolta soprattutto contro il partito di Azione e Solidarietà della presidente moldava Maia Sandu. L’organizzazione ha inoltre rilevato l’esistenza di una “rete specchio” di questi account anche su Facebook.Anche Promo-Lex, una ong moldava che monitora le elezioni, ha identificato 500 account falsi su TikTok impegnati a diffondere video, grafiche e messaggi anti-UE e anti-Sandu, che in appena tre giorni hanno totalizzato oltre 1,3 milioni di visualizzazioni. La rete, alimentata da 25 account principali, sfruttava gli hashtag elettorali per manipolare l’algoritmo di TikTok e spingere artificialmente i contenuti tra i trend.“Quello che vediamo oggi è fondamentalmente diverso dalle solite campagne di disinformazione", hanno fatto sapere gli analisti di Expert Forum, spiegando inoltre che l'intelligenza artificiale è in grado di generare profili completi, foto realistiche, biografie credibili e contenuti in pochi minuti.