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Paolo Tomaselli, inviato ad Appiano gentile

Domani a San Siro arriva lo Slavia Praga. Parole polemiche del laterale contro l'ex tecnico. In porta torna Sommer, Chivu: «Se pensassi di allenare solo 11 giocatori tralasciando gli altri 10 sarei scarso»

Vigilia di Champions frizzante per l’Inter, che aspetta a San Siro lo Slavia Praga (domani alle 20.45): le bollicine le porta Federico Dimarco, che quest’anno ha già giocato almeno 80 minuti per tre partite, mentre l’anno scorso lo ha fatto solo 11 volte in tutto. La risposta è una critica nemmeno velata alla gestione di Inzaghi: “Dal mio punto di vista non è cambiato nulla, mi sono sempre allenato al 100%. È stata solo una scelta dell'allenatore, giocando più spesso 90' ti aiuta a crescere di condizione piuttosto che uscire matematicamente dopo 60 minuti". Dimarco poi approfondisce il concetto, aggiungendo la giusta dose di autocritica: “Sto lavorando per ritrovare la fiducia che ho un po’ perso e sto cercando di migliorare la condizione. Non ho reso come negli altri 3 anni e mezzo, può succedere. Ma ho cercato di migliorarmi e ne sto uscendo nel migliore dei modi, grazie all’allenatore e allo staff”.

Cristian Chivu è pronto per l’ultimo dei suoi debutti, quello casalingo in Champions, contro l’avversario che nella prima giornata (2-2 col Bodo Glimit) ha espresso il valore più elevato dei cosiddetti expected goals (3,98) con 26 tiri, di cui 11 in porta. Insomma una squadra che non sta a guardare: “Partite facili non esistono, tanto meno in Champions e noi dobbiamo dare continuità con umiltà, massima attenzione e la voglia di essere dominanti che abbiamo mostrato nelle ultime partite. Cercando di mantenere equilibrio ed evitando di soffrire: per farlo dobbiamo essere più concreti e cinici”.