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Alessandro Bocci

Avvio super dei rossoneri, avanti di due gol già al 31'. Poi nella ripresa il rosso a Estupinan con il rigore trasformato da De Bruyne. Ma la squadra di Allegri regge l'inferiorità numerica e ora è in testa con gli azzurri e la Roma

Un primo tempo da stropicciarsi gli occhi e una ripresa di resistenza e sofferenza con un uomo in meno. Il Milan cresce a immagine e somiglianza di Allegri: pochi fronzoli e molta sostanza. La quinta vittoria di fila, quarta in campionato, è una specie di attestato: il Diavolo è pronto a lottare per lo scudetto. Intanto, raggiunge il Napoli e la Roma al primo posto, ma non è per la classifica che ci sentiamo di sbilanciarsi sui rossoneri, quanto per l’ardore, l’intensità e la qualità dei suoi interpreti. Una squadra, nel vero senso della parola. Sino all’intervallo annichilisce gli azzurri, guidato da Pulisic, che firma assist e gol. Nella ripresa, dopo il rigore di De Bruyne e in inferiorità numerica, chiude tutti i varchi, esaltando un campione eterno: Modric. Il Napoli perde la prima partita dopo sette mesi e non deve farne un dramma, ma Conte torna a casa con molti cattivi pensieri. Non è la solita squadra, ballerina in difesa e inconcludente in attacco. Le stelle stanno a guardare, a cominciare da De Bruyne, che se la prende pure per la sostituzione, ma steccano anche McTominay, Anguissa, pallide controfigure dei giocatori rabbiosi e determinanti che siamo abituati a vedere ogni week end. Anche nella ripresa, con l’uomo in più, il Napoli non dà mai l’impressione di poter davvero riprendere il Milan. Solo un paio di tiri di Neres e niente più nella notte che esalta il Diavolo e lo riporta agli antichi splendori.