Occhi tutti puntati sull'affluenza, osservata speciale nella sfida tra Francesco Acquaroli e Matteo Ricci, in quelle che perfino il Financial Times definisce "Swing Marche". Il primo appuntamento con la tornata di elezioni regionali d'autunno è anche l'unico considerato alla vigilia potenzialmente contendibile, con i due candidati dati a pochi punti di distanza. E farà da cartina tornasole delle potenzialità del campo progressista (quasi tutto) unito, così come dello stato di salute della coalizione di governo, ancora alle prese con la scelta dei candidati nelle tre Regioni che voteranno a fine novembre, Puglia, Campania e Veneto.
Mentre Acquaroli e Ricci depositano, in favore di fotografi e di social, la loro scheda nell'urna, tra gli alleati di centrodestra si registrano intanto le ennesime scintille incrociate: tra Fi e Lega sulla prossima manovra e tra Fdi e Fi sulla strategia migliore per la Campania. Per Antonio Tajani la soluzione migliore da mettere in campo contro Roberto Fico sarebbe quella di "un civico", opzione bocciata però senza appello dai meloniani campani. "Si può vincere" anche se si tratta di una roccaforte del centrosinistra, è convinto il segretario di Forza Italia che chiede agli alleati di seguirlo sull'idea di una figura terza rispetto ai partiti, che può consentire di "allargare". Ma non è al centro che si vince, piuttosto bisogna candidare "il migliore", risponde piccato il coordinatore meloniano in regione Antonio Iannone, rilanciando la corsa di Edmondo Cirielli, che è vice proprio di Tajani agli Esteri. La sua candidatura a inizio estate sembrava certa, poi si era inabissata mentre saliva l'ipotesi civica che ora il partito di Giorgia Meloni respinge con forza.









