di
Giovanna Cavalli
Intervista con Luca Barbareschi: «Sono un maiale romantico: vorrei chiedere perdono a quelli con cui ho reagito male, a quelli che ho picchiato. Mia madre? Sbagliai a perdonarla. Il cinema è un clan di invidiosi»
La sento bello carico.«Lo sono. Ho affittato l’Eliseo alla Disney. Dal 2 novembre sarò su Raitre con Allegro ma non troppo. E quattro dei miei film, prodotti con Rai Cinema, sono distribuiti in America: J’Accuse di Polanski, uscito ad agosto, ha avuto paginate sul New York Times e Wall Street Journal. The Palace è fuori da dieci giorni. A novembre tocca a The Penitent, a febbraio a Paradiso in vendita, girato a Filicudi, quello che mi hanno pure copiato». Luca Barbareschi, 69 anni, attore, regista, produttore, ex politico.
Chi, dove?«Mah, Riccardo Milani. Ho visto il trailer di La vita va così, che aprirà la Festa del Cinema di Roma, la trama è quasi identica: dei ricchi arroganti che vogliono comprare un’isola nel Mediterraneo. Lui ci mette la Sardegna, ma per il resto è quello. Non hanno idee, usano le mie, incredibile. Sono sempre loro, quelli che non mi hanno mai invitato ai David di Donatello. Per The Penitent ai Nastri d’Argento mi dissero: “Se porti David Mamet diamo un premietto anche a te”. Che vadano al diavolo».







