Il primo gol in Serie A nel primo spezzone di partita contro il fratello nella massima divisione. Pio Esposito a Cagliari vive un altro giorno da sogno dopo quello della rete al River Plate al Mondiale per club. Ieri sera sono serviti meno di venti minuti a Pio per sbloccarsi anche nei tabellini nazionali, il tempo di incrociare Sebastiano, fallire la mira in acrobazia a pochi metri da Caprile e poi colpire in area da opportunista. Era l’ultima attesa conferma che mancava al 20enne centravanti nerazzurro che aveva già convinto tutti per la sua capacità di aiutare la manovra, festeggiata alla quarta presenza in A. E arrivata al momento giusto perché l’Inter stava faticando a difendere il vantaggio trovato subito da Lautaro. Folorunsho aveva appena colpito un palo, dimostrazione più tangibile della crescita dei rossoblù nel corso della sfida. Chivu, che ha confermato ancora Josep Martinez tra i pali al posto di Sommer, aveva lasciato inizialmente in panchina Esposito riproponendo dall’inizio la coppia classica formata da Lautaro e Thuram. L’argentino approfitta della prima occasione, propiziata da Bastoni ancora una volta assist-man. Il capitano nerazzurro salta nell’arrendevolezza generale della difesa rossoblù. L’Inter amministra con tranquillità. Il Cagliari non tira mai in porta nel primo tempo e, appena prima dell’intervallo, perde Belotti. L’ex centravanti granata si accartoccia sul ginocchio sinistro dopo uno scontro con Martinez in uscita. Distorsione, la prima diagnosi. Il divario diventa ancora più evidente dopo l’intervallo: Calhanoglu colpisce il palo con una delle sue pennellate da maestro. Il Cagliari si rianima solo con l’ingresso di Mattia Felici. Chivu, dopo aver sostituito un deludente Luis Henrique, risponde con Pio. È la mossa che, dopo qualche altro minuto di sofferenza, sigilla la prima vittoria in trasferta in campionato dell’era Chivu e rende ancora più irresistibile l’ascesa del nuovo gioiello dell’Inter.