Sean Penn entra nel cinema dei Warner Bros studios a passo calmo, in jeans e stivali, lo sguardo assorto, uno stuzzicadenti in bocca. Quando interviene, al termine dell'ultimo film di Paul Thomas Anderson 'Una battaglia dopo l'altra' che ha appena raccolto un lungo applauso, lo fa a voce bassa, quasi un sussurro.

A 65 anni, l'attore e attivista che ha attraversato la storia del cinema con ruoli potenti e di denuncia, con alle spalle due Oscar per 'Mystic River' e 'Milk', appare l'opposto del personaggio che campeggiava sullo schermo fino a pochi minuti prima: il colonnello Steven J. Lockjaw, militare decorato per la sua ferocia nella caccia agli immigrati irregolari, suprematista bianco, pieno di tic e di una rabbia a stento contenuta dalla divisa che porta come un'armatura. Taglio a spazzola da militante alt-right e postura rigida, Lockjaw ha come bersaglio numero 1 l'ex leader di un gruppo rivoluzionario Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio) e sua figlia adolescente (Chase Infiniti), che 16 anni prima gli erano sfuggiti immergendosi in clandestinità.

Il film del regista 'Magnolia' e 'Il Petroliere' arriva nelle sale italiane questo fine settimana con Eagle Pictures, e, tra i tanti meriti, ha sicuramente quello di riportare Penn a un ruolo centrale, offrendogli la scena per una delle migliori interpretazioni della sua carriera.