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Droni non identificati hanno sorvolato la base di Karup, la più grande della Danimarca. Lo scalo ospita tutti gli elicotteri delle forze armate, i caccia F-35, il quartier generale della sorveglianza dello spazio aereo, la scuola di volo e alcune sezioni del comando della difesa. L’incursione è iniziata venerdì sera alle 19.15 e ha interessato anche altri siti militari. E’ l’ultima serie di avvistamenti che dura ormai da sei giorni. Le autorità l’hanno definita un "attacco ibrido" e hanno accennato a un possibile coinvolgimento russo. La polizia si è limitata a confermare che “sono stati avvistati uno o due droni nei pressi e sopra la base aerea di Karup” e il portavoce, Simon Skelkjaer, ha chiarito: “Non li abbiamo abbattuti. Stiamo collaborando con l'esercito nelle indagini”. La base di Karup condivide le piste con l’aeroporto civile di Midtjylland, che è stato chiuso in serata, anche se nessun volo è stato interessato perché non ne erano previsti a quell’ora.

All'inizio della settimana, le segnalazioni di droni sconosciuti hanno costretto alla chiusura per diverse ore lo scalo di Oslo, in Norvegia. Le incursioni hanno fatto seguito a quelle avvenute in Polonia e Romania e dopo la violazione dello spazio aereo estone da parte di tre MiG-31 russi che sono rimasti nei cieli del Golfo di Finlandia per dodici minuti. Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha confermato gli “attacchi ibridi”. Finora gli investigatori non sono riusciti a identificare i responsabili. Il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen ha dichiarato che i voli sembrano essere “opera di un professionista”. Qualcuno che sapeva bene fin dove spingere gli apparecchi senza causare incidenti diplomatici. C’è chi l’ha interpretata come una “pericolosa sfida”. Frederiksen ha puntato il dito contro il Cremlino: “C’è un paese importante che rappresenta una minaccia per la sicurezza dell’Europa, ed è la Russia”. Mosca ha respinto fermamente qualsiasi ipotesi di coinvolgimento nella vicenda dei droni avvistati in Danimarca. L’ambasciata russa a Copenaghen li ha definiti “una provocazione organizzata” in un post sui social network. Il ministro della giustizia danese Peter Hummelgaard ha dichiarato che l’obiettivo degli attacchi è “diffondere paura, creare divisione e spaventarci”.