Cambiare una scena e la storia di un film a proprio piacimento, per adattarle ai propri valori e "caratteristiche". Succede anche questo in Cina, dove il film Together è uscito con una scena ritoccata in cui una coppia omosessuale diventa "magicamente" eterosessuale. Si tratta di un horror australiano con protagonisti Dave Franco e Alison Brie, uscito in alcune sale della Cina continentale il 12 settembre. Racconta la storia di una giovane coppia che si trasferisce in campagna e si trova ad affrontare cambiamenti misteriosi e grotteschi nei propri corpi. Nel film originale due uomini si sposano, ma nella versione cinese il volto di uno dei due è stato trasformato per sembrare quello di una donna. Solo il confronto tra screenshot circolati online ha permesso agli spettatori di accorgersi del cambiamento. La reazione sui social è stata immediata: molti utenti hanno denunciato l’uso dell’intelligenza artificiale come una violazione inaccettabile della visione creativa del regista. «L’uso dell’intelligenza artificiale per sostituire i volti è davvero inaccettabile: altera completamente la visione creativa originale», ha scritto un utente sui social media. «Non è più censura: è riscrittura della realtà», ha scritto un commentatore su Weibo. Se il taglio di una scena rende evidente l’intervento della censura, la manipolazione digitale rischia di passare inosservata, alterando il significato del racconto senza che lo spettatore se ne accorga. Per decenni i film stranieri sono stati sottoposti a rigide revisioni prima di ottenere il visto di distribuzione in Cina. Sequenze considerate politicamente o moralmente “sensibili” venivano eliminate: accadde con Bohemian Rhapsody, uscito senza riferimenti alla sessualità di Freddie Mercury, o con la sitcom Friends, in cui sparirono le battute su un personaggio omosessuale. Ora però siamo davanti a un salto qualitativo: non più semplici tagli, bensì la sostituzione di elementi narrativi tramite tecnologia digitale e AI. Questo passaggio è emblematico del modo in cui il controllo ideologico si aggiorna alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia. La censura diventa più sofisticata, meno evidente. L’omosessualità in Cina è stata depenalizzata nel 1997, ma resta oggetto di stigmatizzazione sociale e culturale. Negli ultimi anni, gruppi e associazioni LGBTQ+ hanno visto negli ultimi anni uno spazio pubblico sempre più ristretto. Nel 2021, l’autorità televisiva ha vietato la rappresentazione di “uomini effeminati”, etichettati come esempio “non virile” da non proporre al pubblico. Eppure, le società cambiano più velocemente delle norme. Secondo un sondaggio pubblicato lo scorso anno, oltre metà della popolazione cinese ritiene che le persone LGBTQ debbano essere accettate. Proprio per questo, la trasformazione digitale di una coppia gay in una coppia eterosessuale è stata accolta in maniera negativa. Il caso di Together si inserisce in un contesto in cui l’industria cinematografica globale guarda spesso al mercato cinese come a un bacino irrinunciabile. Per questo, spesso è stato proprio il mondo del cinema ad adeguarsi alle richieste cinesi, o ne ha anticipato le critiche agendo in partenza per evitare di incorrere in proteste ufficiali. Nel 2021, John Cena ha dovuto scusarsi per aver definito Taiwan un "paese" per non compromettere la distribuzione del nuovo capitolo della saga di Fast&Furious. Nel 2019, era stata invece cancellata quella di C'era una volta a Hollywood dopo che Quentin Tarantino si era rifiutato di tagliare una scena con un attore che interpretava Bruce Lee, ritenuta offensiva per il pubblico cinese. Nel 2017, prima dell'avvio della guerra commerciale tra Washington e Pechino, i capitali cinesi erano arrivati a finanziare il 25% dei film esportati da Hollywood in Cina. Ma il caso di Together apre ora interrogativi di portata globale. Se la censura tradizionale si poteva aggirare grazie alla circolazione di versioni integrali all’estero, la censura digitale pone un problema più complesso: fino a che punto gli spettatori sapranno riconoscere l’opera originale? E come reagiranno gli autori di fronte a opere che portano il loro nome, ma che in realtà sono state riscritte?