di Gabriele Gallucciosabato 27 settembre 20253' di letturaIgor Tudor non era la prima scelta della Juventus, ma sta lavorando per dimostrare di essere quella giusta. La situazione è complessa perché la storia e il blasone della Juventus impongono al tecnico di provare a vincere in un anno che è chiaramente di transizione. In estate è iniziata una rivoluzione societaria con l’arrivo di Comolli, la squadra lasciata dal duo Giuntoli-Motta è un mezzo disastro e migliorarla non è facile perché bisogna tenere in conto il bilancio in rosso. In questo quadro complesso a Tudor spetta il compito più difficile, quello di ottenere risultati. Di certo il tecnico si sta ponendo nella maniera giusta ed si sta facendo apprezzare dal popolo bianconero. La “juventinità” gioca sicuramente a suo favore, ma non è solo quello: Tudor ha carattere, è rispettato dai giocatori e sta riportando la Signora a fare la voce grossa. Letteralmente, visti i toni duri usati dopo il pareggio con il Verona. In quell’occasione il croato ha puntato il dito contro gli orrori arbitrali, tra il rigore fischiato a Joao Mario e l’espulsione smarrita ad Orban. Il designatore Rocchi ha ammesso le sviste del direttore di gara Capuano, ma al tempo stesso ha invitato ad abbassare i toni. E invece bisogna alzarli per far tirare la testa fuori dalla sabbia a questi arbitri mediocri. Alla vigilia della sfida con l’Atalanta il tecnico ha comunque archiviato il caso: «Sono robe di calcio, non ho altro da aggiungere. Ora andiamo avanti».Juventus, Tudor furioso con l'arbitro: "Vergogna!". Var, esplode un nuovo casoNuovo caso Var e arbitri ancora sotto accusa in Serie A. Dopo il clamoroso caso del (doppio) rigore revocato al Milan co...MARGINI