di
Marco Bonarrigo
C’è un percorso completamente anomalo per un giovanissimo ciclista italiano dietro la sua medaglia d’oro
C’è un percorso completamente anomalo per un giovanissimo ciclista italiano dietro la medaglia d’oro di Lorenzo Mark Finn - vent’anni il prossimo dicembre - nella corsa in linea dei Mondiali Under 23 di Kigali che venerdì ha seguito a un anno esatto di distanza il titolo conquistato tra gli juniores. Il fatto che Lorenzo sia culturalmente per metà italiano e per metà inglese (il padre Peter, ingegnere, è di Sheffield) lo ha aiutato ad azzeccare alcune scelte.
Lorenzo è nato e cresciuto a Genova, una città e una terra dove è rarissimo trovare talenti del ciclismo un po’ per le difficoltà logistiche (itinerari troppo duri per i giovani, pericoli) un po’ perché reperire una società che si occupi di ciclismo giovanile è raro. I trenta club della provincia affiliati Fci, infatti, tesserano quasi solo atleti delle categorie amatoriali.Fosse nato in Toscana, Veneto o Emilia, Lorenzo Finn sarebbe stato reclutato da uno dei team giovanili locali, strutture che nella maggior parte dei casi ragionano su una filosofia di corsa che punta al «tutto e subito» tra allievi e juniores per accontentare piccoli sponsor senza preoccuparsi troppo di formare l’atleta, come si vede dai risultati dei nostri professionisti.











