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Massimiliano Jattoni Dall’Asén

I posti divisi tra scuola primaria, dell’infanzia e secondaria. Ma i sindacati avvertono: non bastano a coprire il turnover, resta il nodo del precariato

Cinquantottomila nuovi docenti in tre anni. È questa la promessa del Ministero dell’Istruzione e del Merito, pronto a pubblicare i bandi per i concorsi Pnrr che dovranno immettere in ruolo 27.376 insegnanti nella scuola dell’infanzia e primaria e altri 30.759 nella secondaria. Un contingente che il governo presenta come un passo decisivo per rafforzare l’organico e dare stabilità al sistema, ma che i sindacati giudicano insufficiente persino a coprire il normale turnover, soprattutto nelle aree più critiche come il sostegno.

Come funziona la provaLa procedura concorsuale ricalca quella già sperimentata negli ultimi anni: una prova scritta con cinquanta quesiti a risposta multipla su pedagogia, psicopedagogia, metodologie didattiche, inglese livello B2 e competenze digitali, seguita da un colloquio orale che comprende domande disciplinari e la simulazione di una lezione, il cui argomento sarà estratto con un preavviso di sole 24 ore. Il punteggio minimo per superare ciascuna prova è fissato a settanta su cento, mentre fino a cinquanta punti aggiuntivi saranno assegnati per titoli culturali e di servizio. Le graduatorie avranno validità triennale e l’elenco degli idonei sarà pari al trenta% del contingente, sebbene l’esperienza insegni che non sempre questi elenchi trovano reale sbocco occupazionale.