Sembrava la scena di un film surreale, una commedia con tutti i crismi. Eppure è accaduto veramente nella cittadina di Villa Carmela, nella provincia di Tucumán, nel nord-ovest dell’Argentina. Mentre si stava svolgendo un funerale, un 22enne è apparso in Chiesa urlando: “Non sono io quello dentro la bara, sono ancora vivo!”. Commozione, panico e applausi.

Tutto nasce da un errore nel processo di identificazione di un corpo investito da un’auto sull’autostrada che collega la città di Alderetes a Tucumán.

La madre del giovane ha identificato erroneamente il corpo che poi gli è stato consegnato per la cerimonia funebre.

Sebbene le prime indiscrezioni suggerissero un suicidio, il procuratore Carlos Sale ha stabilito che il caso era da archiviare come omicidio colposo. Il corpo è stato trasferito all’obitorio giudiziario venerdì 26 settembre al mattino.

Il vice capo della stazione di polizia regionale orientale, Carlos Ramírez, del commissariato di polizia di Alderetes, ha dichiarato a Canal América Tucumán che giovedì mattina 25 settembre hanno appreso che “un uomo si era tolto la vita su un percorso alternativo vicino al ponte Ingeniero Barros, gettandosi sotto le ruote di un camion”.