Alcaraz supera la paura a Tokyo: «Ho il miglior fisio del mondo»(di Marco Calabresi) La preoccupazione c'era, anche perché ieri aveva saltato l'allenamento, ma la caviglia di Carlos Alcaraz regge. Dopo lo spavento nei primi game del match contro Sebastian Baez, nell'ottavo di finale a Tokyo contro il belga Zizou Bergs tutto è filato liscio, con il numero 1 del mondo che ha vinto 6-4 6-3 in un'ora e 20' e che domani nei quarti affronterà l'americano Brandon Nakashima. Ma non è stata una passeggiata, visto che lo spagnolo ha perso per tre volte il servizio, due nel primo set e una nel secondo. «Credo di avere il miglior fisioterapista del mondo, mi fido di lui al 100% e ha fatto il meglio possibile per la mia caviglia - le sue parole -. Ora la situazione è normale: ero un po' preoccupato per qualche movimento e un po' alla caviglia ci ho pensato, ma in generale credo di aver giocato un gran match». L'unico precedente tra Alcaraz e Nakashima risale alle NextGen Atp Finals 2021: Carlos vinse tre set (a quattro game) a zero.
Sinner soffre più del previsto(Marco Calabresi) Stavolta niente carta Pokemon prima di entrare in campo a Cincinnati nel giorno del suo compleanno, ma un abbraccio alla fine del match: Terence Atmane ha regalato a Sinner una partitaccia da due ore e 22', che Jannik ha vinto in tre set (6-4 6-7 6-0) anche grazie al crollo fisico del francese non abituato a questi ritmi, altrimenti chissà come sarebbe andata a finire. Per due set, Sinner ha sofferto il gioco di Atmane, e la ricerca di nuove soluzioni anche a costo di sbagliare di più si è vista tutta. Se tutto questo è parte di un percorso di cambiamento per disorientare Alcaraz nel giorno in cui i duellanti si rivedranno ben venga, ma di momenti di difficoltà nell'ottavo di finale dell'Atp 500 di Pechino Jannik ne ha dovuti superare diversi. Nei quarti, lunedì, Sinner troverà l'ungherese Fabian Maroszan, con cui ha vinto l'unico precedente, in tre set negli ottavi del torneo di Halle (erba) dello scorso anno. Atmane, ricordando anche il precedente in Ohio quando per un set tirò tutto cercando di essere il più aggressivo possibile, ha iniziato spingendo fortissimo, ma Sinner si è messo a lottare alla stessa velocità, rispondendo su una prima di servizio a 223 km/h e prendendosi il break con un attacco in controtempo seguito dalla volée. Subito dopo, però, si è incaponito con la palla corta (tre errori in un game), concedendo due palle del contro-break annullate prima grazie a un errore nel passante del francese (che vale molto di più dell'attuale numero 68 del ranking), poi con un suo passante strettissimo. Due set point annullati da Atmane sul 3-5 poi, nel game successivo, Sinner ancora una volta non è stato lineare: ha concesso due palle break (15-40) e un'altra nei vantaggi, ha avuto un altro set point mancato con il diritto ma ha sfruttato il quarto con un ace. Poi, le montagne russe: i primi sette turni di battuta del secondo set chiusi tutti a zero, con una surreale serie di quattro break di fila ed errori da una parte e dall'altra. Sul 5-6, Sinner ha concesso un primo set point annullato grazie al servizio; sul secondo, invece, un errore di diritto ha portato la partita al set decisivo, non impronosticabile visto lo svolgimento della partita. Prima di iniziarlo, Atmane ha cambiato la maglietta indossandone una rossa, colore simbolo della benzina che sta finendo: l'unico brivido è stato una caduta di Sinner da cui il numero 2 del mondo si è subito rialzato. Per il resto, in campo c'erano un giocatore ancora in piedi e uno piegato dai crampi. Selezione naturale. A fine gara arrivava la spiegazione di Sinner sulle difficoltà trovate nel match: «Per me è stata una partita complicata - le parole di Sinner -, anche perché Terence ha servito molto bene. Ero avanti di un break nel secondo set poi ho perso un po' la concentrazione e può capitare in questo sport. Mi dispiace abbia avuto dei crampi nel terzo set, non è bello chiudere la partita così, ma sono contento di aver passato il turno e vi ringrazio (rivolgendosi al pubblico) per essere venuti a sostenermi. Questo è importante per me, soprattutto nelle situazioni di difficoltà».












