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Francesco Sessa, inviato a Genova
L'allenatore del Genoa: «Ha ragione Velasco: un allenatore deve uccidere il giocatore che è stato. Sogno l'Europa con i rossoblù, il Ferraris mi ricorda l'Inghilterra. Vorrei rigiocare la finale del Mondiale 2006»
Patrick Vieira, 49 anni, osserva gli affreschi di Villa Rostan del XVI secolo, quartiere Pegli, sede del Genoa. «È proprio bello lavorare qui». L’ex centrocampista francese ci è arrivato dopo aver vinto da calciatore in giro per il mondo cinque scudetti, un Mondiale, un Europeo, tre Premier League. Passato glorioso ma sguardo solo in avanti, da questa villa affacciata sul mare: «Il mio sogno da allenatore? Giocare in Europa con il Genoa».
Dopo la sconfitta beffarda contro il Bologna, in Coppa Italia è arrivata la vittoria contro l’Empoli.«Passare il turno era un nostro obiettivo, ho visto una squadra che cerca sempre la giocata e che vuole continuare a pressare. È una competizione importante: una società che vuole crescere deve essere ambiziosa e puntare ad andare avanti il più possibile».







