di
Isabella Fantigrossi
Nina Artioli: «Ogni giorno fumava due pacchetti di sigarette e pasteggiava a whisky. Dopo Carlo Ripa di Meana non volle più altre storie d’amore»
«Il 30 novembre 1986, al pranzo da lei organizzato al ristorante Voltaire di Parigi il giorno prima dell’inaugurazione del Musée d’Orsay. L’evento più importante della sua carriera professionale coincideva con il compleanno di mio papà Odino. Così invitò tutti per festeggiare assieme, parenti, amici, il gruppo di lavoro. In sala si rideva e si scherzava».
Nella monografia «La Gae», curata dallo storico Giovanni Agosti assieme a lei e a Nina Bassoli, viene pubblicato persino il foglietto con lo schema dei posti a tavola.«Fu sottoposto a modifiche fino all’ultimo. Salvo un fatto che resta indiscusso: lei doveva essere seduta di fronte a Michel Laclotte, lo storico dell’arte che poi divenne direttore del Louvre. Di quel periodo conservo una foto di me a 6 anni, per mano alla Gae nel cantiere del d’Orsay».Lei con il cappottino rosso, entrambe con indosso il casco da cantiere.«Un episodio che racconta quanto in lei convivessero naturalmente l’architetto celebre e la nonna. Ritrovammo quella foto che già ero iscritta ad architettura. In famiglia la definirono profetica»








