Sulle mense scolastiche scoppia la grana della gara deserta. Nessuna offerta al bando per la gestione biennale 2026-2027 dei 15 centri cottura comunali che servono ogni giorno 18.600 pasti nei nidi e nelle scuole materne, elementari e medie fiorentine. Una sorpresa per gli uffici di Palazzo Vecchio, che pure avevano riscontrato interesse in più operatori del food, con tanto di sopralluoghi e persino di richieste di proroga per la scadenza della gara. Eppure nulla, nessuna proposta scritta entro i termini, che scadevano due giorni fa. «Nessun allarme, non cambia niente per le famiglie e i ragazzi: i pasti saranno garantiti sempre e ci stiamo già adoperando per bandire la nuova gara» tiene a dire l’assessora all’istruzione di Palazzo Vecchio Benedetta Albanese anticipando polemiche delle opposizioni e preoccupazioni dei genitori. Del resto è pur vero che non si tratta di un’eccezione quella fiorentina: deserta era andata la gara delle mense a Milano negli anni scorsi e 4 mesi fa è successo lo stesso a Bologna. Una limatura dei criteri della gara dopo una nuova indagine di mercato, peraltro già scattata, potrebbe risolvere la situazione. Questo almeno auspica il Comune. Eppure un alert politico si riaccende ora di colpo, a 15 giorni dalla riapertura delle scuole, sul settore super sensibile delle mense.