Prima l’annuncio, poi la telefonata politica, quindi il dietrofront. Si consuma un altro significativo episodio di censura negli spazi del servizio pubblico televisivo italiano. Rai Tre aveva programmato per il prossimo 7 ottobre la prima visione di No Other Land, il documentario vincitore dell’Oscar 2025, che racconta con eleganza e crudo realismo le storie di resistenza dei palestinesi di Masafer Yatta, in Cisgiordania, sotto le violenze dell’occupazione israeliana.

Il film, acclamato dalla critica internazionale per la sua capacità di restituire una narrazione plurale e umana su un dramma storico in atto – è l’altro versante della pulizia etnica del popolo palestinese oltre Gaza – era stato presentato come uno dei tasselli nella strategia della Rai di mandare in onda storie e documentari di forte valore civile e umano. La data scelta era chiaramente simbolica: il secondo anniversario dell’attacco di Hamas a Israele. La programmazione era stata sottoposta e approvata dagli uffici nelle varie riunioni di coordinamento e il palinsesto era stato presentato alla stampa mercoledì a Roma da Adriano De Maio, direttore degli uffici Cinema e Serie Tv.

Ma i passaggi e le decisioni editoriali sono stati cancellati da una telefonata: No Other Land non deve andare in onda il 7 ottobre. Il diktat è arrivato da un politico (non ancora identificato), secondo quanto riportano fonti di Viale Mazzini. Da quanto risulta, il direttore De Maio starebbe lavorando per “salvare” almeno la programmazione del film in un’altra data: è stato individuato il 21 ottobre, quando è prevista la trasmissione del film “innocuo” “Il Coraggio di Blanche”. La notizia, in ogni caso, ha generato rabbia e costernazione tra i dipendenti degli uffici Rai dedicati.