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Benjamin Netanyahu attacca i Paesi che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina. “È come dare ad Al-Qaeda uno Stato ad un miglio da New York dopo l’11 settembre”, rilancia all’ottantesima assemblea generale dell’Onu. Un discorso durissimo che ha visto numerosi delegati alzarsi e uscire dall’aula non appena il primo ministro israeliano ha preso la parola. Sulla giacca indossa un codice QR collegato all'assalto del 7 ottobre e sostiene che “Israele deve finire il lavoro a Gaza”. La guerra nella Striscia ha “a che fare con le persone in tutto il mondo”. “I nostri nemici sono i vostri nemici”, sostiene. Poi tira fuori una cartina gigante del Medio Oriente dove Palestina, Siria, Iran, Iraq e quella parte dello Yemen governa dagli Houthi sono segnate in rosso. Con una penna sottolinea ad uno ad uno quelle nazioni, tanto per far capire chi sono “i nemici”. Poi propone, con un altro cartello, un singolare quiz: “Chi ha ucciso europei e americani a sangue freddo?”. Sul tabellone sono riportate le risposte: Hamas, Hezbollah, gli Houthi l’Iran. Qual è quella giusta? “Tutte quante”, sottolinea Netanyahu. “I nostri nemici ci odiano tutti con lo stesso odio. Vogliono riportare il mondo moderno al passato, a un’epoca oscura di violenza, fanatismo e terrore”.