A Manila Italia-Polonia è come una finale. Torna la sfida che sta diventando un "classico" della pallavolo moderna: grazie alla rivincita sul Belgio nei quarti, gli azzurri sono per la settima volta tra le prime quattro formazioni al mondo, un risultato non scontato all'arrivo nelle Filippine. Nell'altra semifinale si confronteranno Repubblica Ceca e Bulgaria.
Usciti di scena i campioni olimpici della Francia, il quotatissimo Brasile dopo soli tre match e persi per strada Argentina e Stati Uniti, non é avventato dire che si tratta di una finale anticipata. Italia e Polonia si sono affrontare già nel 2022, ultimo atto di quella edizione iridata. Allora a vincere 3-1 furono gli azzurri. L'occasione più recente risale alla finale Nations League di agosto: 3-0 per i polacchi.
I confronti d'alta quota sono nel DNA di Ferdinando De Giorgi. Già quattro Mondiali all'attivo - tre da giocatore, uno da allenatore - si appresta a vivere la sua seconda semifinale consecutiva da ct. La Polonia "non è una squadra contro la quale usare solo la potenza, bisogna essere 'smart' " é la sua presentazione del match. "Sono forti in battuta, quasi tutti.
E' il tipo di partita in cui puoi partire con un'idea, ma poi bisogna vedere l'efficacia della tattica ed essere rapidi a cambiarla, se necessario". "Anche loro avranno una strategia - prosegue - ma noi vogliamo essere il più equilibrati possibile, così se ci bloccheranno qualcosa, non smetteremo di giocare. Non è questione di perfezione, soprattutto con avversari forti, ma di capacità di stare sempre nel match. Quasi sicuramente ci saranno momenti in cui la Polonia ci metterà in difficoltà, come noi faremo con loro, quindi diventa fondamentale la capacità di adattamento alle varie situazioni".













