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Alessandro Vinci

Lo ha stimato Moneyfarm prendendo in esame il periodo compreso tra la nascita e la maggiore età. L’esperto: «Fondamentale pianificare i conti»

In un’Italia in forte crisi demografica – appena 370 mila nuovi nati nel 2024 per un tasso di fecondità giunto al minimo storico di 1,18 figli per donna –, l’abbattimento dei costi necessari a crescere un bambino costituirebbe un ottimo incentivo per invertire la tendenza. Tale cifra è però già cresciuta del 12% rispetto al 2022, ancor più dell’inflazione (+9%). Lo rende noto Moneyfarm, società digitale specializzata in consulenza finanziaria, specificando come le famiglie siano oggi chiamate a destinare ai propri primogeniti da 0 a 18 anni una spesa media complessiva di circa 156 mila euro: oltre 700 al mese. Più nel dettaglio, picchi fino a oltre quota 200 mila sono stati registrati nelle grandi città come Roma e Milano, dove mantenere un minore richiede perciò spesso quasi un terzo delle entrate dei genitori.

Le maggiori voci di spesaAl netto dei circa 5 mila euro che secondo l’indagine le mamme e i papà devono mettere in conto di erogare già prima del parto per visite mediche, ecografie, corsi e corredo del neonato, le somme aumentano con l’età. Se infatti per coprire l’intero periodo da 0 a 3 anni oscillano tra 11.700 i 27 mila euro, poi salgono progressivamente fino a raggiungere una media di ben 11.450 all’anno tra i 15 e i 18. A incidere durante l’adolescenza, soprattutto voci come istruzione e supporto scolastico, prodotti tecnologici, attività nel tempo libero, viaggi studio e abbigliamento. Ma va da sé che l’esborso principale sia sempre quello legato all’alimentazione: fino a 40.600 euro dalla nascita alla maggiore età (quasi 6 mila in più rispetto a tre anni fa).