Quanto sia ormai impossibile riuscire a sopravvivere a Napoli con un minimo di decente qualità di vita è esperienza quotidiana di ogni cittadino napoletano che, per residenza storica, si trova a sopravvivere nel centro storico più antico ma anche più ricco di inestimabili tesori d’arte del mondo, costituito da strade ancora sostanzialmente immodificate da circa 2500 anni.

In questo breve post vi anticipo alcuni dati della relazione che sto scrivendo per dettagliare questo disastro urbanistico, ambientale e quindi sanitario che sta subendo Napoli, e che ha raggiunto il massimo sotto la non-amministrazione attuale Manfredi-Fico.

Il centro storico di Napoli mantiene la griglia greca originale di Neapolis (urbanistica pitagorica nata per donare benessere e salute ai cittadini residenti !) con strade di 3 metri e 6 metri per le principali, che in greco antico erano i cardi (stenopoi) (nord-sud) e i decumani (plateiai) (est-ovest). I principali decumani sono il Decumano Maggiore (oggi Via dei Tribunali), il Decumano Superiore (da Via della Sapienza a Via Santa Sofia) e il Decumano Inferiore (Spaccanapoli). Le strade secondarie (cardi) mantengono ancora oggi la larghezza tipica dell’epoca greco-romana, cioè massimo 3 metri: sono i famosi vicoli del centro storico. Le strade principali (decumani) sono invece le strade più larghe, che oggi misurano circa 6 metri di larghezza.