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Luigi Ferrarella
Milano, le motivazioni del Tribunale del Riesame: «Nelle chat rapporti impropri con il Comune troppo vicino ai privati», ma la fattura contestata dal Gip non è falsa e non basta elencare le altre parcelle all’architetto Scandurra in Commissione Paesaggio per ipotizzare il reato. La nota di catella: «Ora avanti a lavorare con entusiasmo»
Nella vicenda del progetto del grattacielo «Pirellino» disegnato per la Coima dello sviluppatore immobiliare Manfredi Catella dall’architetto Stefano Boeri, e passato al vaglio della Commissione Paesaggio presieduta da Giuseppe Marinoni dove uno degli 11 membri era l’architetto Alessandro Scandurra in rapporti professionali prima e dopo per complessivi 138.000 euro con la Coima di Catella, «è vero» che dopo la seconda delle tre sedute nel 2023 «Catella e soprattutto Boeri contattavano Marinoni, l'assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi ed anche il sindaco Beppe Sala in relazione a tale progetto». Ed «è vero che il tenore delle chat delinea un quadro di contatti continui tra i protagonisti della vicenda caratterizzati da grande confidenza (derivante da rapporti di colleganza come Scandurra e Boeri entrambi architetti, e/o da rapporti amicali), con continui e reciproci scambi di informazioni, di proposte per superare le criticità e gli ostacoli tecnici al progetto, tanto disegnare un contesto di rapporti a tratti impropri, a causa dell'eccessiva vicinanza tra la parte pubblica e quella privata» (Comune e costruttori/progettisti), che «in taluni casi si traduceva nella prospettazione delle conseguenze negative sia sotto il profilo tecnico che legale».Ma in queste chat «non si sono mai concretizzati segnali dell'esistenza di un sottostante accordo corruttivo tra le parti», e senza prova di un tale accordo gli altri elementi valorizzati in estate dai pm e dal gip non possono integrare l’ipotesi di corruzione.










