La gip di Milano Marta Pollicino ha revocato gli arresti domiciliari a Davide Lacerenza, a cui era sottoposto dal 4 marzo nell'ambito dell'inchiesta del pm Francesca Crupi condotta dalla gdf con le ipotesi di autoriciclaggio, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti legate al locale la "Gintoneria di Davide". L'imprenditore, assistito dall'avvocato Liborio Cataliotti che punta a patteggiare, ha l'obbligo presentazione alla pg e obbligo dimora Milano.

«È dimagrito di 22 chili e si sta disintossicando. È un altro Lacerenza, in attesa delle decisioni della magistratura sui procedimenti in corso» ha scritto sui social Giuseppe Cruciani.

Sia Lacerenza, sia Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi, hanno chiesto di patteggiare, con il via libera della Procura di Milano, mettendo anche a disposizione come risarcimenti decine di bottiglie di alcolici pregiati del valore di diverse centinaia di migliaia di euro. Lacerenza e la Nobile erano stati arrestati il 4 marzo nell'inchiesta coordinata dalla pm Francesca Crupi e dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, con al centro la Gintoneria e il privé La Malmaison su un presunto giro di prostituzione e droga che aveva come fulcro il locale.