Ad Amburgo circa 500 militari sono impegnati dal 25 settembre nella manovra Red Storm Bravo, la più grande esercitazione nella città anseatica dalla guerra fredda. In uno scenario immaginario, le truppe Nato vengono inviate a Est a causa di un conflitto militare al confine di uno Stato baltico. Una situazione ipotetica, che si sovrappone alla cronaca degli avvistamenti di droni e aerei da combattimento su Paesi Nato in Polonia, Estonia, Romania, Norvegia e Danimarca, nonché ai confini dello spazio aereo lettone, americano e canadese. Si simula uno scenario in cui, come effettivamente accaduto prima dell’inizio della guerra in Ucraina, la Russia ammassi ingenti truppe ai confini degli Stati baltici creando una situazione di tensione che obbliga la Nato a schierare truppe al confine orientale.

Fino a sabato così verrà affinata la collaborazione delle forze armate con autorità regionali, polizia, vigili del fuoco, sanitari, l’Agenzia federale per il soccorso tecnico (Thw) e anche aziende. Alcune realtà stanno infatti già provando a cooperare con le forze armate: l’Agenzia federale per l’impiego, ad esempio, si sta esercitando su come trovare personale per aziende chiave in caso di crisi. Amburgo è un porto importante per l’Alleanza Atlantica, non più potenzialmente in prima linea come nella Guerra Fredda, ma polo logistico attraverso il quale, in caso di tensione, verrebbero trasportate truppe e attrezzature. È già la seconda manovra quest’anno nella città dopo Red Storm Alpha che aveva impegnato tuttavia solo un centinaio di soldati.