di
Paola Di Caro
Il ministro degli Esteri: «Non metteremo a repentaglio la vita dei nostri militari»
La situazione nel mondo è «incandescente», su tutti i fronti, quello di Gaza e quello della guerra in Ucraina. Anche per questo Antonio Tajani, da New York dove partecipa all’assemblea dell’Onu lancia un forte all’appello alla «responsabilità» da parte di tutti. «Su Gaza la situazione è molto più pericolosa di quanto possa apparire: forzare il blocco navale di Israele, entrare nelle acque di Gaza è del tutto sconsigliabile. Dobbiamo fare di tutto per non mettere a rischio le vite dei militanti della Flottilla ma, permettetemi, anche dei nostri militari che sono lì a fare un’azione di protezione civile, non a combattere».Ministro, nel governo ci sono diverse voci: Crosetto usa toni bassi, la premier si scaglia contro la missione Flotilla, lei lavora a una mediazione. Ma siete uniti?«Ma dove vedete questa differenza? Certo che lavoriamo insieme, assolutamente. Tutti vogliamo una de-escalation, e stiamo facendo tutto il possibile perché gli aiuti umanitari che Flotilla trasporta arrivino davvero a destinazione. È così che si aiuta la popolazione civile, come sta facendo l’Italia, che siamo il primo paese europeo per accoglienza dei palestinesi. Non è forzando un blocco navale di un Paese in guerra che si aiutano i civili».













