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Alberto Pinna

Nella casa di Ragnedda polvere bianca e decine di bottiglie. Lui: «Mi ha aggredito, io mi sono difeso». Le ha sparato con una pistola, ha poi nascosto il corpo nei terreni della sua azienda di vini

Un filo su un tavolo del soggiorno di casa Ragnedda e una striscia bianca, polvere; e per terra, un po’ dappertutto, decine di bottiglie di vino, vuote e a metà. E qualche indumento (pantaloni, una maglietta, slip) sui divani.

Cinzia nuda, il corpo abbandonato nell’azienda di Conca Bentosa. I Ris dei carabinieri di Cagliari sono ritornati ieri nella casa e hanno repertato tutto, anche i cuscini con i residui delle macchie di sangue. Emanuele ha cercato di lavarli, ma era impossibile cancellare le tracce del delitto: c’era sangue ovunque, persino nelle scale esterne e sul piazzale.