CAVALLINO TREPORTI – La richiesta al governo è bipartisan: l’imposta di soggiorno va rivista. Sul palco dell’evento “Lo stato del turismo in Italia”, organizzato da Repubblica, il fronte comune tra la maggioranza e l’opposizione prende forma a partire dalla proposta di Carlo De Romanis, responsabile del Dipartimento turismo di Forza Italia. L’idea è agganciare la tassa dovuta da chi soggiorna una notte fuori casa alle tariffe e non alle “stelle” degli alberghi, come avviene oggi. In questo modo, il balzello inciderebbe in misura minore durante la bassa stagione.

La necessità di intervenire sull’imposta applicata in Italia da 1.382 Comuni (circa un quarto del totale) è sostenuta anche dal Pd. Alla revisione del sistema di classificazione alberghiera, il responsabile economico del partito, Antonio Misiani, aggiunge altre due azioni: «La tassa di soggiorno - dice - va riformata rendendo più flessibile il suo meccanismo dì funzionamento e rafforzando gli spazi di autonomia dei Comuni». L’ultimo tema riguarda l’utilizzo del gettito da parte dei sindaci. La questione è molto sentita dai primi cittadini, anche in relazione a un possibile aumento dell’imposta. Non a caso il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, sottolinea come la tassa garantisca oggi «un incasso molto basso rispetto all’incremento dei costi per i servizi pubblici locali», dalla raccolta dei rifiuti ai trasporti. Ma - avverte il sindaco di Napoli - bisogna fare in modo che l’incremento della tassazione non ricada sui cittadini: al contrario, i servizi devono migliorare proprio a fronte di un esborso maggiore».