Per un istante l’Italia è apparsa quasi un paese normale, capace di silenziare i tamburi della campagna elettorale (quanta caciara per queste benedette Marche…). È stato quando Guido Crosetto è intervenuto ieri alla Camera sulla Flotilla. Diciamocelo: tecnicamente perfetto. Per posizione assunta, perché un grande paese ha il dovere di garantire la “sicurezza” dei propri connazionali, anche se la loro azione confligge con le proprie idee politiche. Per il come: senza tentennamenti, in relazione a criteri di opportunità politica. Per il tempismo: ha mandato la fregata prima ancora del governo spagnolo, il più severo su Netanyahu. Insomma: per responsabilità, parola drammaticamente demodé e assai in lite col tempo che ci è dato di vivere.
Flotilla, Meloni: "Missione irresponsabile, vogliono creare problemi al governo"
Molto più in sintonia con la moda del momento, invece, sia Giorgia Meloni che Elly Schlein: la prima, all’opposto di Crosetto, nel suo comizio newyorkese, intestandosela, ha messo a rischio la trattativa bipartisan (riservata) per lo sbarco degli aiuti a Cipro facendo così impazzire la maionese. E, a differenza del suo ministro, non ha stigmatizzato gli attacchi “ingiustificabili” di Netanyahu, ma “l’irresponsabilità” dei membri della Flotilla.












