La notizia è pubblicata in bella evidenza sul sito della Federal Trade Commission che, non a caso, ha come missione la “protezione dei consumatori americani”. Amazon, uno dei colossi del commercio on line e della televisione in streaming, dovrà pagare 2,5 miliardi di dollari per aver “iscritto milioni di consumatori ad abbonamenti Prime senza il loro consenso, rendendo estremamente difficile la disdetta in modo consapevole” violando l’Ftc Act e il Restore Online Shoppers’ Confidence Act (ROSCA). L’indagine era iniziata nel 2021, mentre la causa è stata presentata nel 2023.
In particolare è stata messa sotto accusa l’operazione commerciale di Amazon Prime che offre vantaggi come spedizioni più rapide, streaming video e sconti presso Whole Foods, con un abbonamento annuale da 139 dollari o mensile da 14,99 dollari. Il servizio conta oltre 200 milioni di iscritti e ha generato, secondo l’ultimo bilancio, oltre 12 miliardi di dollari di ricavi netti dalle sottoscrizioni, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente. La Ftc ha evidenziato che Amazon rendeva difficile completare acquisti senza iscriversi a Prime, presentando pulsanti poco chiari e complicando la cancellazione, processo internamente chiamato Iliad, in cui il cliente doveva confermare su tre pagine la volontà di annullare l’abbonamento.










