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Matilde Bicciato

La giornalista Chiara Giannini scappa sotto i portici. L'ira di Zaia: «Episodio inaccettabile»

«Insieme alla troupe stavamo girando un servizio sulle baby gang e siamo stati aggrediti. Io sono stata insultata pesantemente». La giornalista Chiara Giannini e gli operatori di «Porta a Porta» (Rai 1) sono stati presi di mira sabato sera a due passi dal piazzale della stazione di Padova, mentre cercavano di registrare un servizio sulle giovani bande di picchiatori. Il fatto, accaduto alle dieci di sera, è stato parzialmente ripreso dalle telecamere della Rai.

La dinamica di quanto successo«Siamo entrati in uno dei locali che vendono il kebab e abbiamo cominciato a chiedere informazioni sull’aggressione che qualche giorno prima, sempre nel piazzale della stazione, aveva colpito una signora cinese, proprietaria di un bar», spiega l’inviata, riferendosi all’episodio del 3 settembre scorso al «Ventuno Bar Pizzeria». Un gruppo di ragazze minorenni aveva preso a calci e pugni la titolare del bar, strappandole pure i capelli, perché si era rifiutata di far loro utilizzare le slot machines, vietate agli under 18. Nonostante due di loro siano state denunciate, il gruppo ha continuato nei giorni seguenti a presentarsi nel locale con fare molesto. «Ho chiesto se sapessero indicarmi il bar teatro dell’aggressione e il titolare del Kebab mi ha risposto con gentilezza, quindi siamo usciti — continua Giannini —. Poco dopo però un gruppo di ragazzi, che avranno avuto tra i 16 e i 20 anni, ci ha seguito. Ci hanno chiesto perché usassimo la telecamera, ho risposto che stavamo facendo un servizio giornalistico. Hanno cominciato a insultarmi, chiamandomi italiana di me…, donna di me…, tro…. Ho capito che la questione stava degenerando e ho chiamato la polizia. Nel mentre però mi è stata lanciata una pietra sulla caviglia e subito dopo dei cocci di bottiglia sulla gamba».