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Il primo incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e quello dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, a febbraio alla Casa Bianca, andò malissimo: Trump provocò Zelensky, ne criticò l’abbigliamento militare, gli disse che «non aveva le carte» per portare avanti la guerra contro la Russia. Qualche mese dopo al secondo incontro, durante i funerali di papa Francesco, Zelensky indossava un completo, seppure di taglio militare, e Trump disse che era stato «un bellissimo meeting». Al terzo incontro, ad agosto alla Casa Bianca, Zelensky si fece accompagnare da vari leader europei, e tutti si espressero con molte forme di adulazione verso Trump.

Al quarto incontro, questa settimana a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Zelensky ha continuato l’operazione per ingraziarsi Trump ed è infine riuscito a fare ciò che sperava dall’inizio: portarlo dalla sua parte. Dopo l’incontro Trump ha scritto sul suo social Truth, per la prima volta e cambiando completamente idea, che l’Ucraina potrebbe «riconquistare» il suo intero territorio «nella sua forma originaria», e dunque vincere la guerra contro la Russia. Finora Trump aveva sempre sostenuto che per ottenere la pace l’Ucraina avrebbe dovuto cedere territori alla Russia, cosa che Zelensky si è sempre rifiutato di fare.