Un piccolo cane rinchiuso in una bidone di pallet da ardere, senza luce, senza giochi, senza affetto, con la sola paura come compagna di vita. Questo era Duca: un incrocio tra un Pomerania e uno Spitz tedesco che non conosceva il calore di una mano, il conforto di un abbraccio, il piacere di correre libero. Ogni giorno era uguale all’altro, un’esistenza segnata dal silenzio e dall’isolamento, un destino che nessun essere vivente dovrebbe affrontare.

Senza nome, senza dignità

Quando i volontari della Udruzenje Beta Beograd lo hanno trovato, Duca non aveva nemmeno un nome. Ogni passo fuori da quella scatola tenuta in un giardino di un quartiere periferico di Belgrado era una scoperta, e ogni gesto umano un mistero da affrontare con paura e diffidenza. La sua vita, fino a quel momento, era stata solo sopravvivenza: una routine di dolore e solitudine. “Ha circa un anno e porta già dietro di sé il peso della vita che nessuna creatura dovrebbe provare".

Nato in un allevamento casalingo, non aveva mai conosciuto una passeggiata, un gioco, una carezza. La scatola di pallet era stata tutto il suo mondo: un piccolo spazio fatto di assi e silenzio, senza amore, senza attenzione. Quando finalmente è stato liberato, Duca ha ricevuto un nome, le prime cure veterinarie e l’opportunità di una vita nuova. È stato visitato, vaccinato, sterilizzato: il suo corpo era sano, ma il cuore e la mente portavano cicatrici profonde. Non era mai stato insegnato a vivere, e ora tutto ciò che lo circondava era sconosciuto e spaventoso.