Niente cambio di programma. La delegazione italiana del Global Movement to Gaza, a nome del Comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, comunica alle autorità italiane di non accettare la proposta ricevuta mercoledì su una possibile deviazione degli aiuti in direzione Cipro, per poi farli arrivare a Gaza con il coinvolgimento del patriarcato latino di Gerusalemme. “Ribadiamo che la nostra missione rimane fedele al suo obiettivo originario di rompere l’assedio illegale e consegnare gli aiuti umanitari alla popolazione assediata di Gaza, vittima di genocidio e pulizia etnica”, scrivono. Poche ore dopo, l’Unità di Crisi della Farnesina ha inviato una nota agli italiani a bordo delle imbarcazioni della Flotilla comunicando che “il governo ha preso atto del rifiuto di consegnare gli aiuti in un porto neutrale”.
Farnesina: “Chi prosegue si assume tutti i rischi” – A chi decidesse di “fermarsi in Grecia e proseguire in modo sicuro per l’Italia o altra destinazione, l’Italia offrirà assistenza ove richiesto”, viene fatto presente. Ma a chi proseguirà il viaggio viene ribadito “l’avviso iniziale”: “L’iniziativa è sconsigliata“. “Chi la intraprende – si legge ancora nella nota – si assume in proprio tutti i rischi e sotto la sua personale responsabilità”. Viene tra l’altro sottolineato che “la presenza di un’unità della Marina Militare italiana è volta ad assicurare ove necessario l’applicazione della legge di soccorso in mare per eventuali necessità di tipo umanitario”. “In nessun caso – conclude la nota – potrà costituire un fattore di difesa o offesa per la Flottiglia sul piano militare nei confronti di chicchessia“.










