“Non ci saranno altre soste tecniche per le nostre 50 barche, continueremo dritti fino a Gaza”. Nonostante abbiano ricevuto da diverse intelligence informazioni su “possibili attacchi israeliani nelle prossime 48 ore”, gli attivisti confermano l’intenzione di raggiungere la Striscia e dicono no all’ipotesi a cui stava autonomamente lavorando il governo italiano, che prevedeva lo stop a Cipro per consegnare gli aiuti, da far arrivare poi nella Striscia tramite il patriarcato latino di Gerusalemme.

Israele: “Sono al servizio di Hamas”. Flotilla: “Bugie e propaganda”

Immediata la reazione di Israele: “dimostrano che il loro vero scopo è la provocazione e il servizio ad Hamas", scrive su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar. Solo “bugie e propaganda – ribatte l’attivista greca Kleoniki Alexopoulou nel corso di una conferenza stampa mondiale su Zoom– siamo cittadini pacifici, accademici, dottori, lavoratori, veterani Usa, siamo persone che chiedono giustizia per i palestinesi". E per questo non hanno intenzione di fare alcun passo indietro, soprattutto adesso che “siamo nel momento più critico perché ci stiamo davvero avvicinando a Gaza”.

No alla proposta italiana: “obiettivo della missione è rompere l’assedio”