Non solo il 79enne ligure che ha deciso di andare a morire in Svizzera. Non soltanto altri quattro ammalati che, secondo quanto hanno detto ieri le Asl della Liguria, hanno chiesto di poter accedere al suicidio assistito. Per l’associazione Luca Coscioni, da Ventimiglia a Sarzana, sarebbero 6 le persone che hanno chiesto la morte volontaria. E’ stato ribadito e precisato durante la conferenza stampa di oggi dal presidente Marco Cappato, all’indomani del viaggio in Svizzera organizzato dall’associazione Soccorso Civile per accompagnare il 79enne ligure a Zurigo. «In Liguria - ha ricordato Cappato - è stata presentata la nostra proposta di legge che prevede anche una risposta di 30 giorni a chi chiede l'accesso alla morte volontaria. Fabrizio (nome di fantasia per ovvie ragioni, ndr) aveva presentato domanda a febbraio e a settembre si è visto negare questo diritto».

«Rabbia e vergogna», sono invece le parole con cui Roberta Pelletta di Soccorso Civile ha descritto le sue emozioni dopo la sua esperienza al fianco di "Fabrizio". E ancora: «Dieci ore di viaggio affrontato da un uomo ormai incapace di muoversi e di comunicare se non con grande fatica. Un'odissea che non avrebbe dovuto affrontare - ha detto l’altra volontaria Cinzia Fornero - Fabrizio ha ringraziato noi e l'associazione, dicendo di andare verso la liberazione». Secondo quanto ha spiegato Cappato, «l’ammalato rientrava in tutte e quattro le condizioni fissate dalla Corte Costituzionale, ma lo Stato ha violato la legge. È la terza volta che volontari italiani accompagnano all'estero una persona che avrebbe avuto diritto in Italia».