La signora della moda torinese, direttrice della boutique «San Carlo dal 1973», risponde a Selvaggia Lucarelli: «Lasciamo Ferragni in pace, poveretta»«Cosa ne pensi del rebranding di Chiara Ferragni?». È la domanda che Selvaggia Lucarelli pone con una storia via social a «Giorgina», la direttrice e stilista torinese della boutique «San Carlo dal 1973». Molto seguita sul web, Giorgina Siviero - l'imprenditrice che fatturava 30 milioni di euro - è un punto di riferimento sulla moda e sulla società: c’era lei dietro i look di Mariella Agnelli o Maria Teresa Lavazza, giusto per fare qualche nome. Lucarelli chiede quindi un suo punto di vista alla notizia del cambiamento di immagine del marchio Ferragni: non c’è più l’occhio, il rosa o i brillantini. Ora si punta su frasi ironiche sull’amore (distrutto) o sulla vita. «L’hanno già abbastanza massacrata alla Ferragni. Il castigo per quello che avrebbe fatto lo ha già avuto. Lasciamola in pace», continua Siviero. «Lasciamola riposare in pace» scherza la stilista torinese con la figlia, mentre intanto riordina vestiti come sempre nel negozio di piazza San Carlo. «Ma si, lasciamola in pace poveretta. Il mio consiglio è che non rebrandi niente perché il suo marchio secondo me è morto. Si inventi un’altra cosa con un altro nome. Vai avanti. Ciao Selvaggia», conclude la donna. Il post è seguito da oltre 20 mila persone, tra cui la stessa Selvaggia Lucarelli: «Cerco da mesi di fare una puntata con me. Convincetela», dichiara la giornalista.