Esattamente un anno fa Maurizio Landini aveva invocato una stagione di rivolta sociale per cambiare la legge di bilancio. Si era rivelata un flop
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Per carità, c'è sciopero e sciopero. E guai a dire che questo diritto, che in passato ha difeso milioni di lavoratori (e non solo), andrebbe negato. Tuttavia. È da irresponsabili fomentare un clima da rivolta sociale. Perché, per carità, in Medio Oriente si sta consumando un dramma umanitario e tutto il resto, ma bloccare l'Italia e gli italiani difficilmente farà rientrare i tank israeliani da Gaza City né aiuterà la Flotilla ad arrivare a destinazione. Suona, piuttosto, come un'arma politica.Esattamente un anno fa Maurizio Landini aveva invocato una stagione di rivolta sociale per cambiare la legge di bilancio. Si era rivelata un flop. Non solo la manovra non era quel disastro descritto dal leader della Cgil ma oggi tutti gli indicatori economici ci dicono che gli italiani e l'Italia stanno messi molto meglio di quando al governo c'era la sinistra. Eppure, per tutto l'anno, ci hanno infarcito le settimane di scioperi. Scioperi che si sono immancabilmente tramutati in disagi per quei piccolo-borghesi, direbbero loro, che ogni giorno fanno i salti mortali tra lavoro e famiglia. Con i mezzi pubblici fermi a singhiozzo e le strade imbottigliate nel traffico.Adesso, venuta meno la narrazione disfattista (per mancanza di argomenti) contro le politiche economiche del governo, ecco i sindacati convogliare la protesta sociale sotto i vessilli della Palestina. "L'unica bandiera che conta", dicono. E l'obiettivo è molto preciso: bloccare tutto il Paese. Tant'è che l'ultima minaccia è indire un altro sciopero generale. Sempre per Gaza, ovviamente. Ma a questo giro senza alcun preavviso. Dunque il caos. Molte sigle sono disposte a partecipare a una mobilitazione che, se confermati i termini, sarà inevitabilmente selvaggia.






