di

Lorenzo Nicolao

Pena di sei anni per due di loro, quattro anni e otto mesi per il terzo. Cade l'accusa di sequestro di persona

Sentenza di condanna per i tre ex lavoratori stagionali di origini kosovare accusati di violenza sessuale di gruppo da un’ex turista scandinava in val Gardena. Sei anni per due dei tre imputati, quattro anni e otto mesi per il terzo. Pena che potrà essere ridotta di un ulteriore sesto (oltre al terzo scontato per il rito abbreviato) nel caso in cui gli avvocati della difesa non ricorrano in appello (secondo quanto previsto dalla Riforma Cartabia). Per i fatti avvenuti nella notte tra il 18 e il 19 gennaio 2023 il collegio dei giudici presieduto da Stefan Tappeiner ha alla fine respinto la richiesta di perizia dell’avvocato di uno dei tre imputati Federico Fava. Nessuna verifica del labiale della ragazza quella sera fuori dalla discoteca, ripresa dalle telecamere di videosorveglianza, quando decise di farsi accompagnare uno dei tre imputati.

Le condanneLa differenza nelle condanne, rispetto alla richiesta della Procura di dieci anni per tutti i responsabili della violenza sessuale di gruppo, rispecchia la vicenda che avrebbe visto uno dei tre non partecipare allo stupro nella camera d’albergo, ma solo nella fase precedente e successiva della serata, prima che la ragazza venisse riaccompagnata a casa. Per gli imputati difesi da Marco Ferretti ed Enrico Lofoco la pena emessa dai giudici sarà così di sei anni, mentre per il terzo, difeso da Fava , sarà leggermente inferiore. Caduto invece, come capo d’imputazione quello del sequestro di persona, che per i giudici va considerato come «assorbito» dall’altro reato. In sintesi, è stato preso in considerazione un reato invece di due. Nel frattempo è stata rinviata la causa civile per la quale dovrà esprimersi il giudice competente (liquidati in fase provvisoria come risarcimento da 60 mila euro, in riferimento a tutte le posizioni).