Sono la difesa, ma nella giornata di ieri, 19 settembre, hanno giocato soprattutto in attacco. Gli avvocati Federico Fava, Marco Ferretti ed Enrico Lofoco hanno preso la parola in aula per le loro arringhe. Sono «troppe e mai chiarite», nemmeno in sede di incidente probatorio, le «incongruenze» nel racconto della vittima della presunta violenza sessuale di gruppo e del sequestro di persona. Rappresentata dal legale della parte civile Vittorio Papa (350 mila gli euro richiesti come risarcimento), la ragazza di origini scandinave, secondo il suo racconto, avrebbe subito in Val Gardena — dove all’epoca si trovava come turista — uno stupro in tre fasi, nella notte tra il 18 e il 19 gennaio 2023. Questa l’accusa a carico di tre ragazzi origini kosovare (21, 26 e 27 anni all’epoca dei fatti), con denuncia sporta da un’amica della vittima, al quale la ragazza aveva raccontato la vicenda.
Stupro di gruppo in Val Gardena, la difesa dei tre giovani: «Troppe incongruenze: serve un'analisi del labiale della ragazza»
La giovane, di origini scandinave, ha denunciato di essere stata violentata da tre lavoratori stagionali. Loro negano e dicono che lei fosse consenziente









