di
Filippo Mazzarella
Protagonisti un grande Robert Redford, Faye Dunaway e Max von Sydow
Il 24 settembre 1975 (da noi nelle sale a dicembre) si tiene a New York la première di I tre giorni del Condor/Three Days of the Condor di Sydney Pollack, opera-cardine del cinema “paranoico” Usa anni Settanta idealmente inaugurato l’anno prima da La conversazione/The Conversation di Coppola e proseguito quello dopo da Tutti gli uomini del presidente/All the President’s Men di un altro gigante come Alan J. Pakula. Il film è tratto dal quasi omonimo romanzo di James Grady I sei giorni del condor (la sceneggiatura di Lorenzo Semple jr accorciò i tempi per aumentare l’efficacia drammatica) e incrocia il thriller a una riflessione amara sui meccanismi del potere e sulla fragilità del singolo di fronte alle istituzioni. Il racconto è imperniato sulla fuga dell’analista CIA Joseph Turner detto “Condor” (Robert Redford) che diventa bersaglio di un apparato deciso a proteggere segreti inconfessabili. A Manhattan, dove lavora in un ufficio adibito a scovare trame e codici nascosti in libri e riviste di tutto il mondo, l’uomo si salva infatti casualmente dal massacro di tutti i suoi colleghi; e da quel momento si ritrova braccato da Joubert (Max von Sydow), glaciale killer alsaziano, in un clima caratterizzato da insicurezze, pedinamenti e agguati. Trova rifugio forzato nell’appartamento di Kathy Hale (Faye Dunaway), una donna qualunque che, dapprima ostile, finirà per aiutarlo; e indagando per proprio conto scopre che dietro la strage si nasconde un’operazione deviata all’interno della CIA, ideata dal funzionario Leonard Atwood (Addison Powell), che proprio un suo rapporto aveva messo in luce. Mentre Turner cerca di ottenere risposte dal vicedirettore Higgins (Cliff Robertson), passo dopo passo ricostruisce la catena di responsabilità: ma alla resa dei conti nel Maryland, dopo che Atwood avrà confessato e verrà ucciso da Joubert, diventerà troppo scomodo e anch’egli passibile di eliminazione. Basterà a salvarlo l’aver consegnato il suo resoconto al New York Times?







