New York, 24 set. (askanews) – Giorgia Meloni “condanna” l’attacco della scorsa notte alla Global Sumud Flotilla, ma allo stesso tempo accusa partecipanti e organizzatori: è “gratuito, pericoloso, irresponsabile”, dice, mettere a rischio l’incolumità per un’iniziativa fatta “non per consegnare gli aiuti” ma “per creare problemi al governo”. A New York la premier ha seguito la situazione, in stretto contatto con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, anche lui all’assemblea Onu, e con quello della Difesa Guido Crosetto, che ha inviato una fregata se ci fosse bisogno di “soccorso” ma non certo per “l’uso della forza militare”.
Dunque l’Italia, spiega, sta facendo “indagini” per “avere certezze sulle responsabilità”, ma il problema, per la presidente del Consiglio, è un altro e nel mirino ci sono le opposizioni. “Non c’è bisogno – per lei – di rischiare la propria incolumità, non c’è bisogno di infilarsi in un teatro di guerra per consegnare degli aiuti a Gaza che il governo italiano e le autorità preposte avrebbero potuto consegnare in poche ore”. E allora, si chiede, qual è l’obiettivo: “Forzare il blocco navale di Israele? E poi che cosa dovrebbe fare il governo italiano? Mandare le navi della marina militare e dichiarare guerra a Israele?”. La verità, per Meloni, è che quello che accade in Italia, con il sostegno alla Flotilla e le manifestazioni di piazza pro-Palestina, “non ha come obiettivo alleviare la sofferenza della popolazione di Gaza, ha come obiettivo attaccare il governo italiano. Si punta a bloccare l’Italia, ci saranno altri episodi di violenza, ci sarà una situazione di ordine pubblico molto complesso”, prevede. Dunque chiede “responsabilità”, in particolare ai parlamentari italiani che “sono pagati per lavorare nelle istituzioni, non per costringere le istituzioni a lavorare per loro”.












