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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che l’ambasciatore italiano in Venezuela ha fatto visita per la prima volta ad Alberto Trentini, il cooperante che dallo scorso novembre è detenuto in un carcere a Caracas, la capitale. Tajani lo ha comunicato ad alcuni giornalisti mentre era all’assemblea generale delle Nazioni Unite attualmente in corso a New York, e per ora sulla visita ha dato solo informazioni essenziali.

Tajani ha detto che l’ambasciatore italiano, Giovanni Umberto De Vito, ha fatto visita sia a Trentini che a Mario Burlò, imprenditore italiano che è sotto processo a Torino per reati fiscali: è una novità, perché di Burlò non si avevano notizie certe da mesi e non era nemmeno sicuro che fosse detenuto in Venezuela. Secondo Tajani l’ambasciatore avrebbe trovato Trentini e Burlò «in buone condizioni, anche se un po’ dimagriti».

Oltre a loro ci sono altre persone con doppia cittadinanza italiana e venezuelana detenute pretestuosamente in Venezuela (ciascuna con situazioni diverse e difficilmente paragonabili tra loro). Il loro numero è cambiato più volte in questi mesi e neanche Tajani sa di preciso quante siano: ha parlato di «dieci-dodici connazionali». Trentini è l’unico che ha solo la cittadinanza italiana.