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Una scelta miope, che mette in un unico, immenso calderone uno Stato democratico e il suo governo, la salute dei cittadini italiani e i rapporti diplomatici, commerciali ed economici con un intero popolo. Il consiglio comunale di Firenze ha approvato un ordine del giorno presentato da Dmitrij Palagi (Sinistra progetto comune), ed emendato dal gruppo Avs-Ecolò, che invita la giunta di Palazzo Vecchio a fermare la vendita di farmaci della casa farmaceutica israeliana Teva nelle farmacie comunali, come forma di boicottaggio nei confronti di Israele, escludendo dallo stop i farmaci salvavita. Per fortuna si è trattato di un voto che, al momento, rappresenta solo un atto di indirizzo. La parola finale dovrà essere espressa dal sindaco Sara Funaro, che potrà accogliere la richiesta della sua maggioranza o respingerla. Hanno votato a favore tutta la sinistra compatta, contrari il centrodestra e Italia Viva. Al momento del voto non erano presenti Lorenzo Masi del Movimento 5 Stelle e i dem Nicola Armentano ed Enrico Conti. Una scelta pressoché identica era stata presa, questa estate, dal Comune di Sesto Fiorentino, guidato dal sindaco Lorenzo Falchi di Sinistra Italiana. Non va poi dimenticata la suggestiva decisione di non confermare Marco Carrai come presidente della Fondazione Meyer. Il motivo? Le imminenti elezioni regionali e la necessità di rassicurare le anime belle.








