La 65ma edizione del Salone nautico di Genova si è chiusa, dopo sei giorni di esposizione, dal 18 al 23 settembre, con un bilancio più che positivo: nonostante il maltempo della fase conclusiva sono stati 124.248 i visitatori registrati (+2,8% sul 2024), dato stupefacente, che conferma la centralità dell’appuntamento italiano nel panorama mondiale della nautica. Basti ricordare, in proposito, che il recentissimo salone di Cannes, allestito dal 9 al 14 settembre tra Port Vieux e Port Canto, nel suggestivo scenario della Costa Azzurra, ha fatto registrare 56.000 visitatori, meno della metà di quelli registrati a Genova. Città che si sforza, di anno in anno, di migliorare l’accoglienza e la capacità ricettiva, anche se su questi fronti deve fare ancora molta strada, come lo stesso presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, ha ricordato a conclusione dell’evento, dicendo che “ora servono infrastrutture e il supporto del sistema paese”.

Parole che suonano come monito per il capoluogo ligure, che ha il merito di aver rinnovato il water front di levante grazie all’opera firmata da Renzo Piano, ma ha anche due stazioni ferroviarie non collegate con l’alta velocità, un aeroporto poco servito dalle principali compagnie aeree e parcheggi insufficienti. Oltre i confini genovesi risulta irrisolto, nel nostro paese “immerso” nel Mediterraneo, il problema delle tante città di mare che lamentano la mancanza di posti barca, con riflessi deleteri non solo per il settore (se non sai dove ormeggiarla non compri una barca), ma anche per il turismo nautico e l’economia costiera.