In questo caso non c’entra la tempesta giudiziaria, che di fatto ha paralizzato il settore delle nuove costruzioni. Il mercato immobiliare milanese ha smesso di crescere (in termini reali) dalla seconda metà del 2024. È quanto emerge analizzando in profondità l’Ubs Global Real Estate Bubble Index, lo studio che analizza i prezzi delle proprietà residenziali in 21 grandi città del mondo. L’altra faccia della medaglia è data dal fatto che, nonostante la crescita a perdifiato durata diversi lustri, Milano è tra le grandi città a livello globale a minor rischio bolla quanto ai prezzi degli immobili. Una conclusione alla quale gli analisti sono arrivati confrontando le quotazioni del residenziale con i redditi medi e i prezzi delle locazioni.

Case green, l’efficienza costa 700 euro in più al metro quadro

di Raffaele Ricciardi

Miami a rischio bolla, meglio l’Europa

Una prima parte della ricerca è focalizzata sul rischio bolla, particolarmente avvertito dagli analisti relativamente a città come Miami, Tokyo e Dubai (quest’ultima protagonista di una corsa dei prezzi nell’ultimo quinquennio). All’opposto, città come Londra, Parigi e Milano presentano un rischio basso. In termini generali, gli autori dello studio segnalano che l'euforia generale del mercato immobiliare si è attenuata, con il rischio medio di bolla in calo per il terzo anno consecutivo a causa dei tassi d'interesse elevati che hanno ridotto l'accessibilità finanziaria e la domanda.Tornando al capoluogo lombardo, resta la piazza più cara d’Italia, con prezzi sostenuti dalla solida economia locale, continui investimenti infrastrutturali e crescente domanda estera.