PADOVA - La coda del violento sistema temporalesco che ieri pomeriggio (23 settembre) ha devastato Badia Polesine e il Rodigino ha colpito anche la Bassa padovana, con danni e allagamenti concentrati nei Comuni a ridosso dell'Adige. Quaranta gli interventi effettuati dai pompieri in provincia.

Mentre nel Polesine il temporale causava crolli di strutture, blackout e strade impraticabili, a nord del fiume la situazione è stata critica ma gestibile e le conseguenze peggiori hanno riguardato alcuni locali seminterrati. A Piacenza d'Adige sono caduti 86 millimetri di pioggia in pochi minuti, costringendo all'apertura del Centro operativo comunale di protezione civile. Diversi scantinati del paese sono finiti sott'acqua. La situazione più complessa si è però registrata a Masi, dove il Coc è stato attivato per gestire quattro situazioni critiche nelle zone periferiche, aree particolarmente vulnerabili perché sotto il livello della campagna. L'acqua è entrata in alcune abitazioni di via Rossignoli Colombare, strada vicinissima all'Adige, e ha allagato scantinati in via Nazario Sauro e via Curiel. La protezione civile della Sculdascia è intervenuta prontamente per prosciugare. In serata gli scoli consortili hanno tenuto, evitando conseguenze peggiori. Il sistema temporalesco si era formato nel tardo pomeriggio nel Rodigino con violente raffiche di vento e grandine nella zona industriale di Badia Polesine. Le squadre dei vigili del fuoco di Rovigo, vista l'entità dell'emergenza, hanno richiesto supporto dai colleghi padovani.