Mamma mia, che presenza, Claudia Cardinale, anche a incontrarla una sola volta, per poche ore; eppure destinata a restare lì, nella memoria, con la luminosità dei suoi occhi, carboni ardenti perennemente accesi. Mi è capitato di conoscerla alcuni anni fa, poco prima del Covid, a Parigi, dove viveva da tempo. Qualche mese innanzi a Milano nella Kasa dei Libri avevamo organizzato una mostra su di lei, come principale interprete dei film italiani di ispirazione letteraria di una lunga stagione del nostro cinema, dai tardi anni Cinquanta fino ai Settanta inoltrati.