ROMA. Niente immunità per il caso Almasri. Il Guardasigilli Carlo Nordio, il titolare del Viminale Matteo Piantedosi e il sottosegretario di Palazzo Chigi con delega ai servizi segreti Alfredo Mantovano devono andare a processo. Lo ha detto, al termine del suo intervento, il relatore della Giunta per le autorizzazioni a procedere Federico Gianassi (Pd). «Alla luce di quanto emerso, bisogna affermare che i tre esponenti dell’esecutivo non hanno perseguito né un interesse costituzionalmente rilevante né un preminente interesse pubblico, ma hanno compiuto una scelta di mero opportunismo politico, fondata su timori generici e non suffragati da evidenze concrete, che mostrano la debolezza del governo italiano davanti a bande armate che operano all’estero e che violano i diritti umani commettendo crimini internazionali». Secondo il relatore, che nelle scorse riunioni della Giunta ha ripercorso le tappe della faccenda del generale libico, arrestato in Italia su mandato di cattura internazionale e poi liberato e rimpatriato in fretta e furia, «la debolezza del Governo rispetto a potenziali ricatti di milizie armate e a ritorsioni generiche non sono sufficienti per consentire alla Giunta di concedere ai ministri accusati di avere violato la legge l’immunità dal processo penale».