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Prima di Aitana Bonmatí solo due calciatori avevano vinto il Pallone d’oro per almeno tre volte consecutive (Michel Platini dal 1982 al 1984 e Lionel Messi dal 2009 al 2012) e nessuna calciatrice ci era mai riuscita. Anche in una stagione, la scorsa, in cui ha perso la finale di Champions League e quella degli Europei, la centrocampista spagnola ha confermato di essere la miglior calciatrice al mondo, o quantomeno di essere considerata tale dai 50 giornalisti che votano per assegnare il Pallone d’oro femminile.

Bonmatí ha 27 anni, viene da Sant Pere de Ribes (in Catalogna), ed è la calciatrice più influente nelle due squadre femminili più influenti di questi anni, il Barcellona e la Spagna. Entrambe stanno ripetendo ciò che fecero le controparti maschili tra il 2008 e il 2012, quando Barcellona e Spagna dominarono con uno stile di gioco basato sul controllo del pallone e dello spazio e con tanti calciatori fenomenali cresciuti nel settore giovanile del Barcellona (la famosa Masia) come Lionel Messi, Andrés Iniesta e Xavi.

Fra i tre, Bonmatí viene più spesso paragonata a Iniesta. Lo fece per esempio Pep Guardiola, ex allenatore della squadra maschile del Barcellona, per il suo modo di giocare tanto elegante e sinuoso quanto efficace e pragmatico; per come riesce a dribblare e passare la palla in spazi e tempi impossibili per le altre calciatrici. Addirittura, si può dire che abbia qualcosa pure degli altri due: l’abilità nell’impostare il gioco di Xavi, e la rapidità di esecuzione e la capacità di calciare con entrambi i piedi di Messi.